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"se io avessi previsto tutto questo..."
POLITICA
15 febbraio 2012
Come in una casa
Ci ho rimesso piede dopo mesi. Non è un gran bel vedere. Sparsi, qua e là, stracci ed emozioni, noie e parole abusate. Si consuma altrove, nei posti dove ci si vede con tanti forse con troppi. Sarà il caso che in questa casa ci torni, quantomeno per rileggere quello che è stato scritto. Con la consapevolezza di scrivere cose nuove, perchè le cose scritte sono andate. E c'è molto da scrivere, da dire. Ci sarebbe anche la necessità di trovare parole nuove per raccontare il nuovo, che non sempre è truce come sembra. Scrivo a tetti imbiancati come un polistirolo e con un cielo così terso che sembra finto. 

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POLITICA
21 settembre 2011
Il ventennio
Oggi, su La Stampa, Barbara Spinelli pone l’accento, con argomentazioni ampie e tutte condivisibili, sul silenzio della Chiesa in merito allo sfacelo che attraversa il Paese. Le argomentazioni sono tanto più vere e fondate se, solo per un secondo, si ripercorrono gli ultimi giorni del Governo Prodi. Non solo la “macchina del fango” – che è fango sempre, chiunque ne sia vittima – ma la vastità e la convergenza – dal tema della sicurezza ai rom al tema della libertà – del fuoco di fila che portò quella barca assolutamente malmessa alla deriva. Il silenzio di oggi è grave e si presta a letture altrettanto gravi. Tutti – il silenzio e le letture – fondati. Eppure anche la destra avrebbe tutta la necessità e anche l’impudicizia di circoscrivere in una bella parentesi tonda il ventennio ritrovando nell’antica pratica del capro espiatorio il rituale da cui fuoriuscire. Da una crisi così imponente ne poteva uscire un Paese migliore, più giusto. Il rischio è che il Paese non ne esca. Saltato l’elastico, si resta nudi.

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POLITICA
3 settembre 2011
Dannazione


Sono ripetitivo, a tratti monomaniacale.  E’ che fino a quando non si scoperchieranno i cessi maleodoranti di tanta parte del potere criminale l’Italia non sarà  mai un paese libero. Già, il potere. Il potere vero, non la casta, non il privilegio, assurdo e  grossolano, di vivere una spanna sopra ogni comune mortale. Il potere vero è quello, tanto per intenderci, che ha gestito i giorni del sequestro di Aldo Moro, un agglomerato di incenso e carne in putrescenza, di inetti e pavidi, di misogini e carogne. Quel potere,  a parte quale naturale e tardivo trapasso, rischia di essere intatto, ministeriale per vocazione, per scelta e per dannazione.


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POLITICA
24 agosto 2011
La zattera e l'abatino


La tempesta porterà a riva la zattera e, sulla zattera, l’abatino. Dietro l’angolo, come nella migliore tradizione, ci sarà un abatino triste. Non più una discesa in campo, ma una improbabile infusione. Più che un uomo una terra di mezzo, una pista di atterraggio (di fortuna). Un salvagente smilzo a cui aggrapparsi, una massa gravitazionale intorno a cui far ruotare tanta parte del potere pallido dell’Italia. Il pallore è legato alle figure in campo: improbabili terzisti senza un Partito d’Azione, togliattiani senza Togliatti, napolitanini senza Napolitano. Comunque, non ci si annoierà.   


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POLITICA
16 agosto 2011
Usque ad finem


Alla fine i conti non tornano ovvero tornano. Eccome se tornano. A manovra desaparecida, licenziata con tanto di sangue grondante dal cuore trafitto dalle lame dell’ingratitudine, resta l’idea di un Paese non solo commissariato ma la cui classe dirigibile è in balìa dei venti più tormentosi. Il vento soffia sul nulla, forse neanche i mulinelli di polvere e paglia restano sul selciato. Un deserto. Sarebbe stato meglio, col senno di poi, andare  a votare sei mesi addietro. C’erano le condizioni per sciogliere quello che si era dileguato da tempo. Poi uno ripensa a quel “calice che occorre bere fino in fondo”. La necessità, che Montanelli aveva lucidamente rappresentato, che il berlusconismo andasse fino in fondo, completasse la sua opera, e che non trovasse lenimento se non nella sua fine naturale. Cruenta, forse, ma naturale. Eppure la crisi non è il raffreddore, foss’anche ciclico. E’ crisi vera e reali sono gli sconvolgimenti. Non mi accodo al carro di quanti rimpiangono la prima Repubblica. La storia dell’Italia criminale ha visto dispiegarsi in quel periodo storico le brutture più inenarrabili per pensare, anche solo pensare, che si potesse pensare al passato, a quel passato, con un sospirone. Il sospirone ha troppi retro pensieri, troppe aderenze andate, rendite di posizione scadute, per essere onesto, sincero. Non penso, tanto per intenderci, che il pensiero di Cirino Pomicino possa essere attuale, possa aiutarci a uscire dal guado. Forse oggi come non mai avvertiamo la dannazione di chi, nell’afferrare l’aratro, si volta indietro.  

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"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare". (Martin Niemöller)



IL CANNOCCHIALE